Storia

Storia di Capri, dalle origini all'unificazione d' Italia

Abitata sin dai tempi del Paleolitico, Capri venne successivamente occupata dai Fenici e colonizzata dai Greci che giunsero nell'isola tra il VII e il VI secolo a.C. per controllare i traffici commerciali marittimi del Golfo di Napoli.

Molte sono le ipotesi relative alle origini del suo nome, le più probabili riconducono etimologicamente il termine "Capri" a quello greco "Kapròs", vale a dire 'cinghiale', animale che nei secoli passati era presente con molti esemplari, oppure a "Caprea" ( "isola dalle pietre aspre").

L'isola fu possesso romano a partire dal 326 a.C., quando Augusto la tolse dalla sfera di influenza di Napoli per portarla sotto il controllo diretto di Roma e unificò le due città di Capri e Anacapri.

Tiberio, suo successore, trasferì qui la propria residenza e diede avvio ad una considerevole politica edilizia provvedendo alla costruzione di ben dodici imponenti ville.

Alla morte di Tiberio avvenuta nel 37d.C. e alla caduta dell'Impero Romano va associato un periodo oscuro per l'Isola, soggetta a continue invasioni e saccheggi da parte dei pirati; a garantire una maggiore sicurezza alla comunità isolana fu l'Imperatore Ludovico II che assegnò Capri agli Amalfitani, cobelligeranti nella lotta contro i Saraceni. Ma niente egli potè contro l'epidemia di peste che pochi anni più tardi colpì l'isola e che, decimando la popolazione, minò fortemente lo sviluppo demografico.

Tornò in auge con l'avvento dei Francesi e di Ferdinando IV di Borbone; occupata dagli Inglesi e dalle truppe del generale francese Gioacchino Murat agli inizi dell'800, tornò ai Borboni e venne annessa all'Italia nel 1860.